Vedi Napoli e poi muori (J.W. Goethe, 1787)

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Non è facile racchiudere Napoli in un titolo, in un pensiero, in una definizione. E’ una città troppo complessa da descrivere, unica nel suo genere, una sedimentazione secolare di culture che ha fatto di questa incredibile città un luogo di incontro di popoli e tradizioni. Antica capitale borbonica, Napoli è una città che vive in simbiosi con la propria storia, le proprie tradizioni, con il proprio teatro e i grandi attori che lo hanno reso grande in tutto il mondo: Totò, i De Filippo, Troisi. Una popolazione fatta di gente entusiasta e calorosa, che dà al turista di passaggio la sensazione di una vita sospesa tra quotidianità e palcoscenico, gente con una religiosità diffusa che si mescola volentieri con la tradizione e il folklore, dove l’invocazione di San Gennaro, patrono della città, è al tempo stesso preghiera e intercalare linguistico. E’ la città dove è nata la pizza, vera gloria nazionale esportata in ogni più sperduto angolo del globo. Ma è anche la città dei babà, degli spaghetti, di Pulcinella e dell’arte di arrangiarsi. Ecco perchè Goethe, in una sua lettera del 1787, ebbe modo di dire “Vedi Napoli e poi muori“.

Cosa vedere

La visita di Napoli, che richiede più di un paio di giorni, non può che cominciare dalla ampia e centralissima Piazza del Plebiscito (foto 1) che i suoi 25 mila quadrati rendono una delle piazze più grandi d’Italia. Ha una caratteristica forma semicircolare racchiusa tra la Basilica e il Palazzo Reale. In questa piazza si svolgono le più importanti manifestazioni cittadine quali concerti, comizi e manifestazioni.

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1. Piazza del Plebiscito

La Basilica, dedicata a San Francesco da Paola, chiude a ovest la piazza. E’ stata edificata a partire dai primi anni dell’800 e assume grande rilevanza nella gerarchia delle chiese cattoliche, tanto da assurgere al titolo di “Basilica minore”. La sua forma classicheggiante e la grande cupola le danno un aspetto che sembra  ricordare un po’ quello del Pantheon di Roma; la parte interna (foto 2) riprende la forma semicircolare della piazza.

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2. Basilica di San Francesco da Paola (interno)

Nella parte opposta della piazza si erge maestoso il seicentesco Palazzo Reale (foto 3), antica residenza borbonica.

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3. Palazzo Reale

Lasciata Piazza del Plebiscito, attraversando Piazza Trento e Trieste e superato lo storico Teatro San Carlo, il teatro d’opera più antico al mondo tra quelli ancora attivi, si perviene alla storica Galleria Umberto I  (foto 4). E’ fondamentalmente una galleria commerciale risalente a fine ‘800, che trova esempi analoghi nella galleria di Piazza Duomo a Milano o, più recentemente, nella “Galleria Sordi” vicino Piazza Colonna a Roma. L’interno della galleria, un tempo luogo di lavoro degli sciuscià, gli antichi lustrascarpe napoletani, è costituito da due percorsi pedonali pavimentati che si incrociano perpendicolarmente, coperti da una struttura in ferro e vetro.

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4. Galleria Umberto I

Non lontano dalla Galleria Umberto è possibile ammirare il monumento probabilmente più maestoso della città, il Castel Nuovo o Maschio Angioino (foto 5). E’ un castello dall’aspetto massiccio che domina la Piazza del Municipio, di origine medievale, oggi sede di mostre e convegni.

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5. Maschio Angioino

Dal Maschio, percorrendo la centralissima Corso Umberto e addentrandosi nelle strette viuzze del centro storico, si perviene alla vera star della città di Napoli, un gioiello assoluto del patrimonio artistico internazionale, il Cristo Velato, opera somma dello scultore napoletano Giuseppe Sanmartino, collocato all’interno della bellissima Cappella Sansevero.

Purtroppo non c’è modo di pubblicare una foto del Cristo Velato tenuto conto che scattare foto all’interno della Cappella è severamente vietato. Tuttavia è possibile avere un’idea della bellezza del Cristo guardando una delle tante foto disponibili in rete, ad esempio questa.

La Cappella che contiene il Cristo è intrisa di bellezza e meraviglia, mausoleo e luogo di culto pieno di misteri e una oscura simbologia ben rappresentata dalle dieci statue raffiguranti le Virtù.

Il Cristo Velato, situato al centro della Cappella, va ammirato nel più religioso silenzio, girandoci ripetutamente attorno per osservare, gustare ogni più piccolo dettaglio. Si ammira un volto di Cristo appena coperto da un velo trasparente il quale nasconde a fatica i dettagli più crudi del Cristo morto. Davvero difficile descrivere a parole le emozioni che si possono vivere attorno a questa opera d’arte. E’ possibile trovare lunghe code per entrare nella Cappella. Meglio prenotare un biglietto on line (per il sito ufficiale, clicca qui.)

Dalla Cappella, imboccando la storica Via dei Tribunali, ci si addentra nella vera storia di Napoli. In questa zona, durante il periodo natalizio, vi sono i celebri presepi napoletani (foto 6). San Gregorio Armeno, una delle traverse di Via dei Tribunali, rappresenta l’emblema di questa antica tradizione.

 

Percorrendo Via dei Tribunali è possibile incrociare una folla di persone che prova ad entrare in un locale per assaggiare una pizza. Se vi capita qualcosa del genere è assai probabile che vi troviate davanti alla storica pizzeria Sorbillo (foto 7), una delle più rinomate d’Italia, ripetutamente premiata, tra gli altri, anche dalla Guida del Gambero Rosso. E’ difficilissimo trovare un posto libero se non a costo di lunghissime ed estenuanti attese. Non è possibile prenotare e può anche capitare di dover condividere il proprio tavolo con altri avventori. Inutile chiedere un menu. La pizzeria offre solo pizza marinara e margherita. Se non avete pazienza di aspettare (o se avete troppa fame) potete provare una delle tante pizzerie che si trovano nei paraggi. Ricordiamoci che siamo a Napoli e qui è difficile trovare pizze che non siano buone. Un esempio è la pizzeria Donna Sofia, a pochi passi dalla Pizzeria Sorbillo, che rappresenta una buona alternativa (per la mia recensione completa su Tripadvisor, clicca qui).

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7. Pizzeria Sorbillo

Proseguendo in Via dei Tribunali si incrocia Via Duomo dove è possibile ammirare la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta (foto 8).

 

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8. Cattedrale

L’interno è grandioso (foto 9), suddiviso in tre navate delimitate da otto pilastri per lato con dieci cappelle laterali.

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9. Cattedrale (interno)

Merita un’attenzione particolare la Reale Cappella di San Gennaro (foto 10), in stile barocco, uno dei massimi tesori della città, con affreschi del Domenichino, alla quale si accede attraverso un monumentale cancello. Gli ambienti adiacenti alla Cappella contengono il c.d. Tesoro di San Gennaro che ospita, tra gli altri, una pregevole collezione di oggetti in argento.

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10. Cappella di San Gennaro

 

 

 

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