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Giovinazzo è un piccolo paese con poco più di 20 mila abitanti, posto sulla costiera a 20 km a nord di Bari. E’ un borgo che merita una visita in quanto riesce in pochi chilometri quadrati a racchiudere arte, tradizioni e bellezze paesaggistiche, queste ultime rappresentate per lo più da un bel mare azzurro che rende questo paese una meta privilegiata anche per il turismo estivo.

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Di origine antichissime (tanto è che vi sono tracce di Juvenatium sin dal IV secolo a.C.), Giovinazzo è stato, almeno per un millennio, soprattutto un borgo di pescatori e conserva ancora oggi interessanti prove testimoniali del suo passato nell’impero romano.

Visitando il paese ci vuole davvero poco tempo per rendersi conto che Giovinazzo è un paese quasi di un’altra epoca dove il tempo, per certi versi, sembra essersi fermato a qualche decennio fa. Al di là di qualche piccolo e fisiologico ingorgo di auto qua e là, il paese si presenta tranquillo, il tempo scorre lento e il passatempo preferito dei cittadini è rappresentato dai bagni estivi e dal lungo, talvolta estenuante, “struscio” (che qui in paese chiamano “vasche”) che può perpetuarsi anche per ore, soprattutto nelle calde serate estive. Il paese è disseminato di innumerevoli edicole votive, poste agli angoli delle strade (ma spesso presenti anche all’interno dei portoni condominiali), sintomo di una diffusa religiosità a metà strada tra fede, tradizione e folklore che diventa anche spettacolo durante le numerose feste (patronali e non) che si susseguono durante tutta l’estate.

Il paese non presenta una spiccata vocazione turistica e non è quindi difficile trovare una sistemazione alberghiera, magari in B&B, a prezzi che altrove sarebbe difficile anche solo immaginare. Il turista è infatti molto gradito ma talvolta percepito anche come un po’ fastidioso, quasi invadente, come se u’ frastìr (cioè il turista, il forestiero come viene qui chiamato), con la sua presenza, potesse contaminare l’autenticità del proprio paese. Qualcosa sta cambiando, il paese sta divenendo sempre più spesso meta di un turismo locale e non solo, grazie anche ai numerosi set cinematografici che qui sono stati allestiti (tra gli altri, quelli de “Tutto l’amore che c’è” e “L’uomo nero” di Sergio Rubini, “Nomi e cognomi” di Sebastiano Rizzo, “La ragazza dei miei sogni” di Saverio Di Biagio) e che hanno fatto conoscere queste strade anche al grande pubblico. Senza dimenticare, sempre in tema di cinema, che Giovinazzo è il luogo di origine del noto attore e regista John Turturro, americano di nascita ma giovinazzese doc nell’animo.


La visita del paese non può che iniziare da Piazza Vittorio Emanuele (foto 1), o semplicemente “la Piazza” come la chiamano i cittadini. Molto ampia, a forma trapezoidale, è il tradizionale luogo di ritrovo dei giovinazzesi che qui passeggiano, si incontrano, chiacchierano. Le passeggiate, le c.d. “vasche”, seguono un preciso protocollo che prevede che i giovani passeggino sul lato Sud della piazza (guardando la foto, alla destra della fontana centrale) mentre i meno giovani sul lato Nord. In questo modo i genitori possono passeggiare tranquilli sulla piazza controllando “a distanza”, in maniera più o meno discreta, i propri figli e nipoti. Al centro della piazza la bella fontana monumentale “dei Tritoni”, opera del 1933 che sembra voler replicare la più celebre omonima fontana del Bernini a Roma. A destra, la Chiesa di San Domenico il cui interno ospita il “San Felice in Cattedra”, una pregevole opera pittorica del maestro Lorenzo Lotto, selezionata anche da Vittorio Sgarbi tra le opere poi esposte alla “Galleria Italia” di Expo 2015.

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1. Piazza Vittorio Emanuele

Dalla piazza si giunge in pochi passi al bellissimo centro storico, vero vanto della città, al quale si accede attraverso l’Arco di Traiano (foto 2) retto da colonne miliari della Via Traiana. E’ un vero e proprio portale di accesso che trasporta il visitatore dalla zona più nuova della città al centro storico fatto di vie e viuzze, corti e chiese, piazze e ristoranti.

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2. Arco di Traiano

Superato l’Arco di Traiano si perviene alla bella Piazza Costantinopoli (foto 3) con l’omonima chiesetta, purtroppo aperta solo in occasioni di festività e solennità.

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3. Piazza Costantinopoli

Il centro storico si caratterizza per la presenza di cortili, un tempo bui e inaccessibili ma oggi, dopo una serie di importanti restauri, punti di eccellenza della bellezza architettonica. Sono tantissimi. Tra questi vi segnalo quello probabilmente più bello, il “Vico Freddo” (foto 4), un autentico gioiello, uno scrigno nascosto tra le viuzze della città.

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4. Vico Freddo

Percorrendo la Via Marina, parallela a Piazza Costantinopoli, si scorge il piccolo e caratteristico porticciolo (foto 5), luogo di riparo per le barche dei pescatori ma anche, più di recente, di yacht e piccole imbarcazioni da diporto. Sulla parte destra della foto, il Torrione Aragonese, di forma tondeggiante.

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5. Il Porto

Dal porto si giunge in un attimo alla Cattedrale (foto 6, qui ripresa dal lungomare). Dedicata a Santa Maria Assunta, la Cattedrale è in bello stile romanico e risale al XII secolo. L’interno, rimaneggiato a metà ‘700, è in stile barocco e tradisce un po’ l’austero stile romanico che contraddistingue la parte esterna. Bella la cripta, aperta soltanto in speciali occasioni. I giovinazzesi chiamano la loro chiesa “Cattedrale” anche se la sede vescovile è ormai da tempo spostata alla vicina Molfetta. Il nome ufficiale della Chiesa, infatti, sarebbe “Concattedrale”. Ma non glielo ricordate ai giovinazzesi. Ci rimarrebbero sicuramente male……

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6. La Cattedrale

L’interno della Cattedrale conserva la preziosa icona bizantina della Ss. Madonna di Corsignano, patrona della città, custodita in una edicola in argento e che viene esposta alla cittadinanza in solenne processione (foto 7) durante la festa patronale che si festeggia, di solito, alla prima domenica successiva al Ferragosto.

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7. La festa patronale

Durante la festa patronale, che coinvolge tutta la cittadinanza, si svolgono numerose manifestazioni. Di grande interesse è il “Gamberemo”, una sorta di palio sportivo che mette in competizione le diverse parrocchie del paese. E poi il suggestivo “Corteo storico”, che attraversa tutte le strade della città, con sbandieratori e personaggi in costumi d’epoca. E le belle luminarie (foto 8), la cui bellezza e grandiosità cambia di anno in anno in relazione al budget di volta in volta disponibile.

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8. Luminarie

L’elemento di maggiore rilevanza del paese rimane però probabilmente il mare con cui i cittadini vivono in totale simbiosi. Un vero punto di riferimento per l’economia della città che dal mare ricava bellezza e benessere grazie al turismo e alla pesca. Il mare è pulito, le spiagge talvolta un po’ meno, anche se notevole è l’impegno di tutti per mantenerle nelle migliori condizioni possibili. Poco adatto per chi non ha grande dimistichezza con l’acqua, vista l’assenza di spiagge sabbiose. Un paradiso, però, per chi ama la scogliera.


DOVE MANGIARE

La migliore pizza di Giovinazzo, a mio parere, la trovate da “Mattarella”, in Piazza Costantinopoli. Bel locale con pareti in pietra viva, prepara pizze con ottima lievitazione e impasti di farine anche non tradizionali (farro, kamut,…). Ottime le birre non artigianali. Per vedere la mia recensione su Tripadvisor, clicca qui.

Una valida alternativa è “Le Gramalò”, nella centrale Piazza Vittorio Emanuele. Per vedere la mia recensione su Tripadvisor, clicca qui.

Durante la stagione estiva si può provare “Al Porticciolo”, proprio di fronte al mare. Per vedere la mia recensione su Tripadvisor, clicca qui. Accanto, un’altra pizzeria, “Lo Schiribizzo”, nel suo complesso soddisfacente. Per vedere la mia recensione su Tripadvisor, clicca qui.

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