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Agrigento, la più bella tra le città dei mortali (Pindaro)

Agrigento è una città dai mille contrasti, emblema di una regione, la Sicilia, che racchiude in sé le più grandiose bellezze naturali, paesaggistiche e culturali dell’Italia ma al tempo stesso alcuni elementi di abbandono e degrado che interessano in parte anche il centro storico della città.

Agrigento è una città di antichissime origini, definita da Pindaro (scrittore greco del IV-V secolo a.C.) come “la più bella tra le città dei mortali“, primario centro della Magna Grecia di cui la Valle dei Templi, uno dei più importanti siti archeologici al mondo, ne rappresenta la più grandiosa testimonianza. E’ anche luogo di nascita di Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura nel 1934.

Il centro cittadino

Agrigento è arroccata sulla sommità dell’antica collina di Girgenti. L’asse portante di tutto il centro storico è dato dalla bella Via Atenea (foto 1) dove si concentrano le  attività più rilevanti della città, negozi, locali, bar. La Via Atenea è una vera e propria agorà cittadina, luogo di incontro per eccellenza per i girgentini che qui amano passeggiare, fare shopping, gustare un aperitivo in un bar o cenare con gli amici in una pizzeria, grazie anche alla chiusura al traffico veicolare nelle ore pomeridiane.

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1. Via Atenea

Sulla Via Atenea si può ammirare, tra gli altri, la Chiesa di Santa Rosalia (foto 2), un bell’esempio di barocco siciliano, costruita nella prima metà del XVII secolo.

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2. Chiesa di Santa Rosalia

Percorrendo la Via Atenea in direzione di marcia si ha la sensazione di trovarsi in una “città obliqua“; difatti, è sufficiente volgere lo sguardo sulla propria destra per vedere lunghe e impervie scalinate che conducono verso la parte più alta della città. Si tratta quasi sempre di vicoli molto suggestivi ed eleganti, con bei locali molto frequentati (foto 3 e 4). Guardando sulla propria sinistra le strade tendono tutte a digradare con lunghe discese che conducono verso le parti più basse della città.

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3. Vicoli di Agrigento/1
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4. Vicoli di Agrigento/2

Purtroppo sono assai frequenti e numerosi anche i vicoli semi-abbandonati che non rendono giustizia alla bellezza e alla gloriosa storia della città. Si tratta soprattutto del c.d. “quartiere arabo”, un vero labirinto di viuzze dirupate, cortili nascosti e case abbarbicate una sull’altra, una casbah in cui la Via BacBac rappresenta il punto più frequentato del quartiere.

Percorrendo una delle tante stradine in salita che diramano da Via Atenea e attraversando quartieri turisticamente poco attraenti si perviene al monumento più importante tra quelli presenti all’interno della città, la Cattedrale di San Gerlando (foto 5). Risale all’XI secolo, anche se la forma attuale risale a fine ‘700.

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5. Cattedrale di San Gerlando

La facciata è preceduta da un’ampia e alta scalinata ed è affiancata da un massiccio campanile. La parte interna è interessata da anni da imponenti opere di ristrutturazione che rendono la visita poco fruibile.

Valle dei Templi

A poco meno di tre chilometri da Agrigento sorge uno dei siti archeologici più grandiosi di tutta la Sicilia, testimonianza di una civiltà greca che ha dominato per secoli in queste terre di Sicilia. Per anni abbandonata al proprio destino, la zona è stata oggetto di una importante opera di riqualificazione e oggi la Valle dei Templi accoglie i visitatori provenienti da tutto il mondo con il suo splendore, la sua bellezza, la sua storia.

Il sito si compone essenzialmente di un percorso lungo circa 1,5 km lungo il quale è possibile ammirare resti di antichi templi greci che, in fatto di bellezza e stato di conservazione, è in grado di competere (e forse anche di superare) l’Acropoli di Atene.

Entrando dall’ingresso superiore, il primo monumento che si incontra è il “Tempio di Giunone” (foto 6), così denominato a seguito di una errata traduzione di un brano latino. L’edificio, datato 450-440 a.C., è in stile dorico e poggia su un basamento di quattro gradoni.

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6. Il Tempio di Giunone

Estremamente interessante è il “Giardino di tutti i giusti del mondo” (foto 7), inaugurato a fine 2015, dove vengono ricordati personaggi come Carlo Alberto Dalla Chiesa, Don Pino Puglisi, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Piersanti Mattarella, Rosario Livatino, Khaled al-Asaad (custode del sito archeologico di Palmira, ucciso dall’ISIS), le donne e gli uomini della Guardia Costiera.

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7. Giardino di tutti i giusti del mondo

Proseguendo nel percorso si giunge al Tempio della concordia (foto 8), il monumento meglio conservato di tutto il sito, quello probabilmente più noto, vera icona dell’intera Sicilia. Il Tempio deve il suo nome a una iscrizione latina con dedica alla Concordia degli Agrigentini. L’edificio, datato 440-430 a.C., è in stile dorico, poggia su un basamento di quattro gradoni e presenta sei colonne sul lato corto e tredici sul lato lungo.

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8. Il Tempio della Concordia

Al termine del percorso si giunge al Tempio di Ercole (foto 9), datato VI sec. a.C., il più antico tra i templi agrigentini.

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9. Tempio di Ercole

Scala dei Turchi

A poco meno di dieci chilometri da Agrigento sorge una delle attrazioni naturalistiche più incredibili di tutta la Sicilia, la Scala dei Turchi (foto 10), un’alta scogliera dal candido colore bianco che discende verso un bellissimo mare turchese (foto 11). Il nome le viene dalle incursioni di pirateria da parte dei saraceni (popolazioni che, per convenzione, sono genericamente definite “turche”) che trovavano riparo in questa zona meno battuta dai venti.

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10. Scala dei Turchi/1
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11. Scala dei Turchi/2

Alcuni consigli

La Valle dei Templi ha due ingressi, uno inferiore e l’altro posto nella parte superiore del sito archeologico. La visita si articola in un percorso in pendenza di circa 1,5 km. Per evitare di dover percorrerla due volte, andata e ritorno, magari sotto la canicola estiva, suggerisco di lasciare l’auto nel parcheggio sottostante e prendere uno dei tantissimi taxi disponibili che, con un costo davvero modesto (attorno ai 3 euro a persona), ti conduce all’ingresso superiore. In questo modo si ha la possibilità di percorrere l’intero sito archeologico una sola volta, in discesa (quindi, con meno fatica), ritornando agevolmente alla propria auto al termine della visita.

Il parcheggio “Valle dei Templi” è qui.

Per il sito ufficiale della Valle dei Templi, clicca qui.

Per la Scala dei Turchi suggerisco di arrivare al mattino presto, non più tardi delle 8.30-9.00. In questo modo sarà più facile trovare posto per la propria auto in uno dei tanti parcheggi (a pagamento) che si trovano a pochi passi dall’accesso a mare.

Un comodo parcheggio posto nelle immediate vicinanze dell’accesso al mare lo trovate qui.

Dove mangiare

I locali dove poter fermarsi a pranzo o a cena sono per lo più concentrati sulla centrale Via Atenea. Posso suggerire “L’Ambasciata di Sicilia”, un ristorante-pizzeria che offre una buona qualità generale. Con un po’ di fortuna è possibile avere un tavolo con vista sulla Valle dei Templi. Per la mia recensione completa su Tripadvisor, clicca qui.

Dove dormire

Vorrei suggerire il B&B dove ho soggiornato, “Casa Pirandello”. Purtroppo l’esperienza non è stata molto positiva, anche se si tratta di una sistemazione molto comoda in una struttura posta in pieno centro. In ogni caso, per la mia recensione completa su Tripadvisor, clicca qui.

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