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Gibilterra (10 settembre 2015)

 

Gibilterra, sotto il profilo amministrativo, è classificata come territorio oltremanica del Regno Unito, in pratica, una città inglese con un particolare livello di autonomia rispetto alla madrepatria britannica.

E’ un piccolo frammento d’Inghilterra di poco meno di 6 km quadrati posto all’estremità meridionale della penisola iberica, così vicino al continente africano da sembrare quasi di toccarlo, proprio nel punto in cui il Mar Mediterraneo si incontra con l’Oceano Atlantico. In città si parla inglese, i bar si chiamano pub, vi sono le caratteristiche cabine telefoniche rosse e le cassette postali di Sua Maestà la Regina. Nei ristoranti, al posto di tapas e paella della vicina Spagna, si servono “fish and chips“, pagando in sterline (anche se l’euro è ovviamente ben accetto, pur con tassi di cambio non proprio favorevoli). Curiosamente, però, la guida non è a sinistra come accade nei paesi britannici, probabilmente per evitare confusione per i guidatori provenienti dalla vicina Spagna con la quale condivide confini marittimi (oltre che terrestri) sempre oggetto di conflitti e difficili negoziazioni.

All’ingresso in Gibilterra si viene immediatamente colpiti dalla particolarità dell’aeroporto, collocato a pochi metri dal confine spagnolo. La pista di decollo e atterraggio, infatti, data la limitata ampiezza di questa città-Stato, attraversa una ordinaria via cittadina, la Winston Churchill Avenue, tagliandola praticamente in due. Al passaggio degli aerei le autorità aeroportuali si limitano ad abbassare le sbarre come un comune passaggio a livello, in modo da fermare temporaneamente il traffico automobilistico e consentire agli aerei di compiere le proprie manovre. Davvero un caso unico al mondo nel suo genere.

Gibilterra è idealmente divisa in due parti, la parte centrale e la parte alta.

La parte centrale di Gibilterra è rappresentata soprattutto dalla Main Street, ricca di negozi, pub, ristoranti, vero cuore pulsante della città. Su Main Street vi è pure il Convento Francescano, dal 1728 sede del governatore britannico di Gibilterra.

Nella foto riportata qui sotto Main Street è ritratta nel giorno di festa nazionale, il 10 settembre, in cui tutti gli abitanti indossano vestiti con i tradizionali colori del Paese, il bianco e il rosso. Il giorno ricorda il referendum del 1967 in cui gli abitanti di Gibilterra espressero la volontà di rimanere sotto la sovranità britannica, a discapito di quella spagnola.

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La parte alta della città è raggiungibile con mezzi privati oppure con la funivia. E’ sicuramente la zona più caratteristica soprattutto per la presenza delle famose bertucce, l’attrazione più nota della città. Trattasi della “Macaca sylvanus“, probabilmente l’unica popolazione di scimmie selvatiche in Europa. Sono scimmie assai simpatiche, abituate alla presenza umana e con le quali è facile relazionarsi (e da cui, magari, farsi sottarre, se non si è attenti, il proprio portafoglio o il proprio cellulare….).

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In questa parte della città vi è pure la possibilità di visitare le grotte di San Michele e, naturalmente, ammirare il panorama.

Gibilterra è pure ricordata per essere sede di una delle mitiche “Colonne d’Ercole“, una rocca calcarea alta 426 metri, con scogliere a strapiombo sul mare, che per gli antichi greci e romani segnava, con l’altra “Colonna d’Ercole” di Jebel Musa sita nel dirimpettaio Marocco, il confine del mondo antico.

Nella parte più a sud della città vi è il promontorio di “Europa Point” dal quale, nelle giornate limpide, è possibile intravedere il continente africano. Sul promontorio, punto di osservazione privilegiato del Mediterraneo, vi è il faro e una moschea di recente costruzione.


PRIMA DI PARTIRE

La galleria fotografica

Le previsioni meteo

Un po’ di storia….

DOVE MANGIARE

FIGARO ENGLISH TEA ROOM – 9 Market Lane

 

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