San Martino di Castrozza è una splendida e rinomata località del Trentino posta a 1.450 metri s.l.m., vera perla delle Dolomiti.

Sotto l’aspetto amministrativo è parte del Comune sparso di “Primiero San Martino di Castrozza”, istituito nel 2016 e che si compone di Fiera di Primiero, Siror, Tonadico e Transacqua. Fino al 2015 non rappresentava un comune a sé ma era suddivisa tra i comuni di Siror e Tonadico.

Sotto l’aspetto turistico è una località signorile, lussuosa, pulita, con le splendide e celebri Pale di San Martino che incombono sul paese e che nelle serate più serene assumono un suggestivo colore rosa. E’ giustamente considerata una delle località più importanti per il turismo estivo ed invernale.

Il paese si snoda attraverso la SS 50 lungo la quale, all’incrocio tra Via Passo Rolle e Via Laghetto (foto 1), si svolge la parte preponderante della vita cittadina, quantomeno quella che viene dopo la mattinata dedicata allo sci o alle escursioni.

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1. Il centro del paese con gli sbandieratori di Feltre

Via Laghetto è la strada che dal centro del paese conduce in pochi minuti di cammino al laghetto Plank (foto 2), piccolo ma grazioso, utilizzato come pista di pattinaggio durante l’inverno e come punto dove trovare relax durante l’estate. Nelle immediate vicinanze, infatti, oltre ai comodi pratoni che consentono di sdraiarsi e riposarsi, vi è un parco giochi, un campo di minigolf e un noleggio di mountain bike.

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2. Laghetto Plank

Le possibilità di fare escursioni sono praticamente infinite. Mi limito qui a indicare quelle che ritengo le più belle.

Si può iniziare con una breve e facile passeggiata al lago di Colbricon (foto 3), facile e davvero alla portata di tutti.

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3. Lago Colbricon

Il punto di partenza dell’escursione è il parcheggio che si trova poco oltre il Passo Rolle (circa 10 km), raggiungibile in circa 20 minuti di auto. Il parcheggio è gratuito, anche se in alta stagione la ricerca di un posto libero potrebbe prolungarsi oltre misura. E’ raggiungibile anche con i mezzi pubblici. Dal parcheggio si intraprende un comodo e facile sentiero che conduce, in 45 minuti di cammino, al lago Colbricon sul quale si affaccia l’omonimo rifugio. Il laghetto è molto caratteristico, la montagna circostante riflette la propria bellezza nelle sue acque  creando un paesaggio da cartolina. Al termine della visita è possibile tornare indietro sui propri passi ma è pure possibile proseguire attraverso un percorso di grande interesse paesaggistico ma anche storico. Questo, infatti, è stato un territorio interessato dai combattimenti durante la prima guerra mondiale. Sono visibili le grotte in cui i soldati si sono rifugiati per lunghi periodi di tempo, resti di filo spinato, pareti di montagna perforate da proiettili. Proseguendo si giunge alla Malga Fosse di sotto (foto 4), da tempo abbandonata e utilizzata oggi come punto base per pranzi all’aperto e pic-nic.

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4. Malga Fosse di Sotto

Per il ritorno è necessario rientrare al Passo Rolle oppure si può rientrare direttamente in paese con circa mezz’ora di cammino. Da San Martino di Castrozza è possibile poi ritornare al parcheggio di Passo Rolle con l’autobus di linea (circa 15 minuti) per recuperare l’automobile.

Di grande interesse è la  c.d. “terrazza delle Pale” (foto 5), punto privilegiato per ammirare il paesaggio di San Martino dominato dalle imponenti Pale.

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5. Le Pale di San Martino

Per raggiungere la “terrazza” bisogna prima di tutto recarsi alla cabinovia del Tognola, poco fuori paese (circa 2 km), raggiungibile  in pochi minuti di auto o in una mezz’ora a piedi. Alla stazione a monte della cabinovia, posta a 2.380 mt., il Rifugio Tognola accoglie il visitatore che da qui potrà ammirare, come da un terrazzo, le splendide Pale di San Martino. Il Tognola è un luogo in cui si pratica il downhill, una specialità con cui si percorrono discese in mountain bike ad alta velocità, divertente anche se un po’ pericoloso.

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6. La Malghetta vista dal Tognola

Da qui, in 45 minuti di facile cammino, si può giungere alla Malghetta Tognola dove assaporare le specialità del posto (foto 6).

Bellissima e davvero imperdibile è la Foresta di Paneveggio , detta anche “dei violini”.

L’inizio della passeggiata è il Centro visitatori di Paneveggio, 7 km dopo il Passo Rolle, dove è possibile parcheggiare l’auto.

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7. Il ponte sospeso nella Foresta di Paneveggio

Il nome della foresta deriva dal fatto che il legno dei suoi alberi, gli abeti rossi, viene utilizzato prevalentemente per la realizzazione di violini. Si chiama foresta ma è in realtà un enorme orto botanico con innumerevoli specie di alberi, piante, davvero di grande interesse. Molto caratteristico è il passaggio sul ponte sospeso (foto 7),  che assomiglia un po’ ai vecchi ponti tibetani; al termine del percorso si può fare una sosta al vicino parco dove vivono alcuni cervi in cattività (foto 8).

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8. Il parco con i cervi

A pochi minuti dalla Foresta dei violini (circa 5 km), merita una visita la Val Venegia (foto 9), una valle molto profonda costeggiata dal fiume Travignolo, raggiungibile anche con dei bus navetta. Un paesaggio da cartolina, con le montagne attorno che sembrano sovrastare il visitatore. In fondo alla vallata, a 45 minuti di cammino dalla fermata del bus navetta, c’è la comoda Malga Venegiota, spesso affollata, e, sulla strada del ritorno, la Malga Venegia che consente un momento di relax, magari accompagnato da una cioccolata calda o da una fetta di strudel alle mele.

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9. Val Venegia

Suggestiva, anche se in alcuni punti un po’ faticosa, è l’escursione del Cristo Pensante (foto 10), molto nota nella zona. La partenza è soft. Dalla Malga Rolle, due km oltre il Passo Rolle, si prende un bus navetta, unico mezzo autorizzato a raggiungere la baita Segantini (mt. 2.170) che si raggiunge in poco più di 20 minuti di strada sterrata. Dalla baita parte la vera e propria escursione.

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10. L’escursione del Cristo Pensante

La parte iniziale del percorso è un continuo saliscendi non particolarmente impegnativo, intervallato dalla presenza di mucche da pascolo. Il tratto finale è invece una erta molto ripida con un dislivello di circa 200 metri da affrontare in circa mezz’ora. Il punto di arrivo è il Cristo Pensante, una statua di marmo opera dello scultore Paolo Lauton (foto 11) dalla quale l’escursione prende il nome. Il luogo è molto affollato, ma merita la fatica.

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11. La Statua del Cristo Pensante

Merita una mattinata la visita del minuscolo paese di Fiera di Primiero (foto 12), un paese che con i suoi 0,15 km2 è stato, fino al 2015 (cioè fino alla istituzione del Comune “Primiero San Martino di Castrozza” che ha determinato un accorpamento dei comuni della zona) il secondo paese meno esteso d’Italia.

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12. Fiera di Primiero

E’ davvero molto piccolo ma molto caratteristico, con numerosi negozi dove poter fare shopping. Non manca una bella chiesa rupestre. Il paese è inoltre noto per aver dato i natali a Luigi Negrelli, progettista del canale di Suez.

E veniamo ora alla escursione principe per chi fa vacanza da queste parti, le splendide Pale di San Martino.

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13. Il paesaggio lunare delle “Pale”

Si parte dalla funivia “Colverde”, poco fuori paese e, a seguire, con  la funivia “Rosetta” che conduce ai 2.581 mt. della stazione a monte. Da qui il panorama si presenta “lunare” (foto 13), tipico delle “Pale”. Poi, in un quarto d’ora di cammino circa si giunge al Rifugio “Rosetta”.

I più pigri possono anche fermarsi e godersi lo splendido panorama. Ma gli escursionisti veri debbono proseguire per apprezzare e godere al meglio delle Pale, giungendo fino al ghiacciaio della “Fradusta”.

Sono circa 5 ore A/R tra continui saliscendi, non eccessivamente faticosi, pur trattandosi comunque di un percorso piuttosto lungo. Ci sono due passaggi un po’ complicati, un costone molto ripido, che richiede una buona dose di equilibrio, e una breve traversata di un piccolo ghiacciaio attraverso un passaggio stretto e scivoloso. Anche se i ghiacciai cambiano forma e dimensione anno dopo anno, è un tratto di escursione che richiede davvero grande prudenza e attenzione, anche perchè alla propria sinistra c’è un poco accogliente burrone… (foto 14).

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14. Il ghiacciaio, un passaggio difficile

Il punto di arrivo dell’escursione, uno dei tanti tra i diversi traguardi possibili, è il passo della Fradusta (foto 15).

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15. Passo della Fradusta

Dal passo si gode la vista dell’omonimo ghiacciaio, abbastanza consumato come tanti altri ghiacciai alpini, un lago semi-ghiacciato, lo splendido paesaggio fatto di grandi lastroni, pietraie e montagne maestose (foto 16).

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16. Il ghiacciaio e il laghetto alla Fredusta

DOVE DORMIRE

Il paese è pieno di hotel anche se i prezzi sono mediamente alti, come si conviene a una perla delle Dolomiti. Posso suggerire l’Hotel Paladin, a cinque minuti di facile cammino dal centro. Hotel non eccessivamente costoso, ideale per chi cerca un hotel semplice con un’ottima (ma davvero ottima) cucina. Il proprietario organizza anche delle interessantissime visite guidate. Per la mia recensione su Tripadvisor, clicca qui.

DOVE MANGIARE

Anche se in montagna si va più alla ricerca di strudel e polenta che di pizza, posso suggerire la Pizzeria “Sass Maor”, all’ingresso del paese, che prepara delle ottime pizze con impasti fatti con farina di polenta, un vero affronto per i puristi della pizza, ma che suggerisco di provare. Per la mia recensione su Tripadvisor, clicca qui.

Per un pranzo in alta quota e più consono alla zona dolomitica, suggerisco la Malghetta Tognola, a mezz’ora di cammino dalla stazione a monte della funivia Tognola. Per la mia recensione su Tripadvisor, clicca qui.

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