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Grossglockner


A poco più di 1 ora e mezza dal confine italo-austriaco di San Candido, dopo le cittadine di Sillian e Lienz, è possibile imboccare la strada panoramica che conduce in poco più di mezz’ora di ascesa al ghiacciaio del Grossglockner, a un’altezza di 2.369 metri s.l.m.

Lo dico subito, è una gita che mette addosso una grande tristezza, è come visitare un gigante grande e grosso, dal passato glorioso ma che sta ora vivendo i suoi ultimi momenti di vita (clicca qui per la mia recensione su Tripadvisor). Quello che una volta era un ghiacciaio enorme e spettacolare sul quale i turisti potevano persino passeggiare, oggi è diventato una pozza un po’ spelacchiata di ghiaccio misto ad acqua, non più fruibile se non al prezzo di faticose scalate fino alla cima della montagna, una escursione non alla portata di qualunque turista ma destinata per lo più a esperti alpinisti e scalatori.

La strada che si percorre per giungere al ghiacciaio è privata ed è previsto il pagamento di un pedaggio di 35 euro, non pochissimo. La strada è in effetti molto bella e panoramica, vero paradiso dei motociclisti che su queste strade si incontrano e fanno raduni; ma non si tratta di una strada più bella di tante altre strade italiane (tra l’altro, gratuite) come ad esempio quelle che conducono al Passo dello Stelvio o al Pordoi. Se l’affollamento non è eccessivo, si perviene, alla fine del percorso automobilistico, a un grande parcheggio multipiano, simile a quelli che vediamo nei centri commerciali delle grandi città. Non è di certo il massimo, anche se rappresenta forse una soluzione necessaria visto il grande afflusso di turisti. Parcheggiata l’auto, si ha la sensazione di non sapere cosa fare per passare il tempo e per ammortizzare il costo del pedaggio.

Il ghiacciaio è lì, posto a una cinquantina di metri sotto il livello del parcheggio (foto 1). E’ raggiungibile attraverso un percorso estremamente scosceso, non particolarmente faticoso essendo in discesa. Ma percorrendolo, si pensa già alla fatica del ritorno, quando il percorso sarà in salita.

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1. Il ghiacciaio

Vi è pure una funicolare a cremagliera (costo 10,00 euro) che un tempo conduceva direttamente sul ghiacciaio ma che ora, per effetto del ritiro del medesimo, conduce praticamente al nulla, dovendosi percorrere ancora parecchie centinaia di metri in pendenza per poter raggiungere l’ex ghiacciaio (foto 2).

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2. La stazione di partenza della funicolare

L’elemento più interessante è dato probabilmente dall’osservatorio Swarovski, una struttura in vetro a forma di matitone dalla quale è possibile vedere da vicino, grazie ai potenti cannocchiali presenti, la vetta e gli alpinisti che coraggiosamente raggiungono il rifugio posto proprio sulla cima della montagna. Ma soprattutto è possibile, grazie ai numerosi riscontri storico-fotografici, vedere la storia di questo grande ghiacciaio, ritiratosi di pochissimi metri nel corso di due secoli ma che ha perso oltre 200 metri di estensione solo negli ultimi dieci anni. Una enormità che rende questo posto di grande interesse scientifico ma che sotto il profilo turistico lascia davvero tristezza e tanto amaro in bocca.

Una statua di Franz Joseph posto nelle vicinanze dell’osservatorio ricorda che questo era posto privilegiato per le passeggiate montane dell’imperatore austriaco e della sua consorte, Elisabetta d’Austria, meglio nota come Sissi (foto 3).

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3. La statua di Franz Joseph

Dopo la delusione del ghiacciaio si può ritornare in Italia, ma lungo il percorso è possibile fare una breve sosta a Lienz (foto 4), una cittadina di poco più di 10 mila abitanti, con un centro storico molto caratteristico, tipicamente tirolese. Oppure, sempre sulla strada del ritorno, a poco più di cinque chilometri dal confine italo-austriaco, una sosta alla fabbrica della Loacker, una tappa obbligata per gli amanti del genere.

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