Il blog dei miei viaggi

Idee e guide di viaggi per turisti fai da te

Le foto di Bomarzo/1


Il Sacro Bosco può essere visitato seguendo il percorso di una mappa, ben realizzata, che viene fornita all’ingresso.

Superata la biglietteria si percorre un breve viale boscoso (1) immerso in un bel parco dove sono pure disponibili giochi per bambini.

00 - Il viale di ingresso
       1. Il viale di ingresso

In fondo al viale, piegando leggermente a destra, vi è l’ingresso ad arco (2) superato il quale ci si imbatte subito nella prima scultura del parco, la Sfinge (3), simbolicamente posta a guardia del parco.

01 - Ingresso
2. L’ingresso
02 - Sfinge
3. La Sfinge

Sul basamento della Sfinge vi è una scritta in latino che racchiude un po’ tutto il senso del parco. La prima parte della scritta, infatti, rappresenta una sorta di autopromozione (il senso è che chi non ammira il parco non può ammirare le sette meraviglie del mondo), la seconda parte, più enigmatica e tipica di una Sfinge, chiede al visitatore se le opere sono state realizzate per inganno o per arte. E non sfuggirà il fatto che inganno e arte sono parole che possono anche avere significati simili…

03 - Proteo Glauco
4. Proteo e Glauco

Varcato l’ingresso e ammirata la Sfinge, si volge verso sinistra per una breve deviazione rispetto al percorso principale. Al termine di un breve vialetto ci si imbatte nel primo vero mostro del Parco, Proteo e Glauco (4). Il monumento non sarebbe avvicinabile, ma non si resiste alla tentazione di superare il fragile recinto in legno per fare una foto tra le fauci del mostro. Accanto alla scultura, una piccola cascata.

04 - Ercole e Caco
5. Ercole e Caco

Dalla scultura di Proteo e Glauco si torna indietro sui propri passi e, passando davanti alla Sfinge, già incontrata all’ingresso, si perviene a una scala posta sulla destra da percorrere in discesa. La rampa di scala è strategicamente ad angolo, in modo tale che, superata l’angolatura della scala, si rimane colpiti e sorpresi dalla successiva scultura del percorso. E’ la scultura di Ercole e Caco (5), la più grande di tutto il parco. Rappresenta la lotta tra due giganti, rappresentativi del bene e del male. Anche qui è incisa una scritta in latino che suona un po’ di autopromozione, il cui senso è: “questa scultura non avrebbe sfigurato neppure a Rodi, città dai 100 colossi”.

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