#DESERTISLANDRECORD

Raccolgo molto volentieri l’invito di viaggiatorenonpercaso e di coccoontheroad a stilare l’elenco dei cinque dischi musicali da portare su un’isola deserta (cui accompagnerei anche un lettore mp3 e una scorta di batterie…..).

Sono molto belle queste iniziative perché consentono di conoscere meglio le persone con cui, a suon di post, foto e articoli, condividi la passione per il blogging, al di là di qualche “mi piace” o di qualche commento.

Ebbene, il gioco è:

Quali sono i cinque dischi di musica che porteresti con te nel caso ti dovessi trovare improvvisamente su un’isola deserta?

Il gioco prende avvio dall’iniziativa di Alessia che sul proprio blog (WhereAreAle&Vale) ha lanciato l’hashtag #DesertIslandRecord.

Le regole del gioco sono semplicissime: è fatto divieto assoluto di citare raccolte, best of, greatest hits e compagnia bella. Ed eccoci qua, pronti a scartabellare i meandri della nostra memoria.

staying aliveLa prima canzone di cui probabilmente ho nitidi ricordi è “Staying alive” dei Bee Gees del 1977, un brano che, ancora oggi, sentendola, mi fa ballare con la giacca bianca in mano (vabbè, non esageriamo….). I Bee Gees rappresentano un po’ la mia iniziazione musicale, è il momento in cui passo dalle sigle musicali dei programmi televisivi, tipo “Furia cavallo del West” (che beve solo caffè…) o “Goldrake” (che mangia libri di cibernetica e insalata di matematica….) alle canzoni “da grandi”.

Proseguendo e diventando un po’ più grande o iniziato a seguire da vicino i concerti e le canzoni del Komandante, il grande Vasco. Tra le sue innumerevoli bellissime canzoni mi porterei sicuramente “Sally”, del 1996, una canzone che lo stesso Vasco definisce la “mia ciambella con il buco”. E’  la canzone che, a mio parere, contiene il verso più bello di tutta la storia della musica italiana: “la vita è tutto un equilibrio sopra la follia….“. Quanto è vero!

sally

Insieme a Vasco ho seguito e amato molto anche gli U2. Ho perso l’ultimo concerto di Roma ma non quello del 2010 all’Olimpico dove ero sugli spalti a cantare le canzoni che mi hanno accompagnato negli ultimi trent’anni. Tra queste scelgo “Pride”, un vero capolavoro del 1984, nel nome dell’amore (“In the name of love”).

Poi ho cominciato, a metà anni ’90 a seguire l’evoluzione artistica di Jovanotti, passato  in pochi anni dalla ultra commerciale e vacanziera “Gimme five” di fine anni ’80 a quelle che sono per me delle vere e proprie poesie cantate. Ho difficoltà a sceglierne una in particolare. Mi viene in mente “Mi fido di te“, una canzone del 2005 che ascolto sempre molto volentieri e che ho sempre nella memoria del mio telefono. Anche qui una frase capolavoro: “la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare“. Bellissima!

7 secondsE’ di metà anni ’90 (del 1994 più precisamente) l’ultima canzone che scelgo, “7 seconds“, cantata da Youssou N’Dour e Neneh Cherry. Il brano racconta i 7 secondi più belli della vita di una persona, cioè i primi 7, quelli in cui un bambino appena nato non conosce ancora i problemi e la violenza nel nostro mondo.

Volutamente ho evitato di scegliere canzoni troppo recenti. Penso infatti che per assaporare la vera immortalità di un brano sia necessario farlo decantare per qualche anno. Se la canzone, dopo tanti anni, ti resta ancora nella memoria, allora merita di partire con te nell’isola deserta.

E ora le mie nomination:

Giovanna di Giotravelblog

Taz & Marvin di Meridiano 307

Sara e Andrea di Dai che partiamo

Alessandro di Viaggiando sognando

Beatrice di Il mondo secondo Gipsy

E ora…. vai con la musica!!!

Simone

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